sabato 18 maggio 2013

VIAGGIO SOLA.

La settimana scorsa ho trascinato un' amica al cinema proprio per vedere questo film, che avevo sentito descrivere con amore in una trasmissione radiofonica, con ospite l'autrice Maria Sole Tognazzi.
La protagonista Irene, interpretata da una convincente Margherita buy, fa uno strano mestiere:  recensisce hotel di lusso in tutto il mondo e per farlo deve naturalmente recarsi sul posto. E ogni volta, fingendosi una normale cliente danarosa  dalle molte esigenze, testa scrupolosamente tutti i servizi dell'albergo e le competenze del personale, annotando le sue valutazioni.
Con questa vita sempre in viaggio, Irene non ha modo di costruirsi una vita affettiva stabile, ma di questo sembra preoccuparsi maggiormente la sorella Silvia, che le fa da contraltare con la sua famiglia "normale" con due bambine vivaci e un marito con cui l'intimità è già un ricordo.

Un punto fermo di Irene è la complice amicizia con l'ex fidanzato Andrea, che vacilla quando lui sta per diventare padre.
anche Andrea, se pure poco entusiasta del metter su famiglia, pare preoccupato della solitudine di Irene. Mi ha divertito molto la loro discussione sull'andare al cinema da soli di sera, che per la donna è normale perché non vede motivo per cui col progredire del giorno aumenti il grado di disperazione dell'individuo....

Insomma pare che Irene abbia chiaro il suo percorso di vita senza tanti rimpianti, e soltanto la morte di un personaggio significativo che incontrerà durante un viaggio di lavoro la metterà temporaneamente in crisi.
Sembrerà voler dare una svolta drastica alle sue abitudini, ma ....

Questo film, che porta la commedia italiana fuori dai cliché familiari e dal lieto fine fatto di matrimoni, riconciliazioni e nascite, mi ha fatto pensare.
Pensare che forse la felicità può avere per ogni persona un significato diverso, che non c'è un percorso lineare a cui tutti debbano aspirare e termini come solitudine, coppia e famiglia possono avere infinite declinazioni.
Basta voler diventare testardamente se stessi.

Trailer:
http://www.youtube.com/watch?v=85jxuoxttqg

8 commenti:

  1. Che bella recensione! Riflessioni di spessore sulle varie declinazioni della felicità. Alla fine, dici che: "basta voler diventare testardamente se stessi". Sembra facile ...
    Grazie. Un abbraccio.

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  2. Non è facile distinguere fra ciò che vorremmo diventare noi e ciò che la società da noi si aspetta. L'immagine che gli altri ci rimandano di noi è difficile da ignorare a oltranza.Auguri....

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    1. Verissimo Curly. è UN LABIRINTO......

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  3. Ti dirò la verità. Maria Sole Tognazzi non è nelle mie corde... e non ho visto il film.
    Ma hai scritto una recensione bellissima e senza fronzoli, come molti professionisti si dimenticano spesso di fare! E, nonostante non ami molto la Tognazzi, sei riuscita davvero a incuriosirmi :).

    Credo sempre che il film, al di là dei giudizi più o meno oggettivi dei giornalisti, debba sempre in primis piacere se parla direttamente allo spettatore: se lo spettatore sente di essere coinvolto in primissima persona, allora ogni altro giudizio non ha più importanza!

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  4. Cara Veronica, le mie necessariamente non sono recensioni, ma piccoli spunti dati da un film che mi colpisce. Se per caso stimolassi in te la visione di questa pellicola sarebbe buffo ma anche una piccola soddisfazione per me :-)

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  5. I primi carcerieri della nostra libertà siamo noi stessi, che spesso non ci rendiamo conto di quanto la vita ci appartenga, e di quanto sia bello e importante plasmarla per potercene riempire. Ottimo spunto, Curly. Stimolante. Ciao, buona serata.

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    1. Complimenti per l'acuta e dotta recensione: non ho visto il film ma...mi hai incuriosita, chissà magari lo vedrò. Grazie per questi intelligenti spunti. Ciao, un abbraccio!

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